Come scegliere un monitor industriale

I monitor industriali sono progettati per resistere a condizioni ambientali e di utilizzo più difficili, tipiche dei settori industriale e commerciale, e per questa stessa ragione si distinguono generalmente per una maggiore durata di vita. Oltre a essere disponibili in un’ampia varietà di dimensioni e risoluzioni, possono essere suddivisi in tipi diversi anche in base al montaggio: a pannello, a rack, open frame, ecc. Inoltre, possono essere dotati di schermo touchscreen, che a sua volta potrà essere di tipo resistivo o capacitivo.

Monitor industriali

  • Monitor industriale: quale scegliere?

    Per scegliere un monitor industriale adatto alle vostre esigenze dovrete tenere conto dell’uso che intendete farne e dell’ambiente in cui verrà utilizzato. Esiste il rischio che dei liquidi vengano proiettati sullo schermo? L’aria dell’ambiente in cui sarà installato il monitor rischia di essere carica di polveri? Il monitor in questione verrà utilizzato in condizioni ambientali di forte intensità luminosa? Un altro fattore da tenere in considerazione è il tipo di integrazione, o di montaggio: montaggio a rack, a pannello, ecc. Per finire, quale touchscreen è ottimizzato per la vostra applicazione e di quale grado di protezione avete bisogno?

    Le caratteristiche del monitor che fa al caso vostro dipenderanno infatti dell’ambiente di lavoro e dall’uso previsto:

    • Dimensioni e formato: Per prima cosa dovrà essere definita la diagonale (in pollici) dello schermo e il suo rapporto larghezza/altezza. I rapporti 6:9 e 4:3 sono i più comuni, ma esistono schermi 5:4 e 16:10.
    • Risoluzione dello schermo: La risoluzione è il grado di dettaglio dell’immagine ed è espressa in pixel.
    • Luminosità: L’intensità luminosa dello schermo è di vitale importanza: uno schermo poco luminoso, infatti, rischia di essere inutilizzabile in pieno giorno qualora sia esposto ai raggi del sole. In generale, la luminosità standard di un monitor industriale è di circa 250 cd/m² (candele al metro quadrato). Oggi, però, è possibile optare per uno schermo sun readable, ossia leggibile anche all’aria aperta in ambienti molto luminosi. Questi schermi hanno una luminosità superiore a 1.000 cd/m2.
    • Robustezza: Per robustezza si intende la capacità del monitor, e in particolare del suo schermo, a resistere alle aggressioni e a scongiurare il rischio di infiltrazioni e cortocircuiti. Diverse norme vi guidano nella vostra scelta in fatto di resistenza agli spruzzi (acqua, oli, solventi, ecc.), urti o esplosioni (vedi paragrafo sulle norme di protezione qui sotto).
    • Integrazione e fissaggio: Lo standard VESA definisce le misure per il fissaggio del monitor, ossia le dimensioni dei fori, le viti da utilizzare e la configurazione dei fori sul retro dello schermo.
    • Touch screen (o no): Se scegliete di acquistare un monitor con touch screen, che è un tipo di schermo sempre più utilizzato, vi suggeriamo di valutare con attenzione l’ambiente in cui verrà utilizzato.

    Caratteristiche principali :

    • Dimensioni e formato
    • Risoluzione
    • Luminosità
    • Robustezza
    • Integrazione e fissaggio
    • Eventuale sensibilità al tocco (touchscreen)
  • Che tecnologia scegliere?

    • Gli schermi LCD (Liquid Crystal Display) sono pannelli retroilluminati composti da pixel. Generano un’immagine di qualità standard in cui, però, i neri e grigi hanno scarsa densità. Questi schermi consumano molta energia, ma hanno un prezzo d’acquisto basso. Il sistema di retroilluminazione li rende peraltro abbastanza grandi e pesanti.
    • Gli schermi LED (Light Emitting Diode) sono molto diffusi sul mercato e producono un’immagine precisa ed omogenea. Questi schermi sono illuminati grazie a diodi emettitori di luce: ciò si traduce in una migliore qualità dell’immagine, un miglior contrasto e un risparmio energetico di circa il 30% rispetto agli schermi LCD. Pur essendo leggermente più costosi dei modelli LCD, i monitor a LED rimangono accessibili in termini di prezzo.
    • Gli schermi OLED (Organic Light-Emitting Diode) sono quelli che offrono la migliore qualità d’immagine. Questo tipo di schermo utilizza una sostanza chimica che si accende quando viene a contatto con una corrente elettrica e offre una profondità di campo e sfumature di colore senza pari. Gli schermi OLED, inoltre, sono più sottili e leggeri e consumano meno energia rispetto agli altri schermi, ma sono molto più costosi.
    • Gli schermi al plasma si distinguono per una qualità di immagine migliore rispetto agli schermi LCD e rendono meglio non solo le tonalità di grigio e nero, ma anche la profondità di immagine. La diagonale minima di questi schermi è di 107 cm, il che li rende piuttosto ingombranti. Inoltre, consumano più energia rispetto agli schermi LCD. Trattandosi di modelli presenti sul mercato da parecchio tempo, gli schermi al plasma sono piuttosto economici.

    Tecnologie:

    • LCD
    • LED
    • OLED
    • Plasma
  • Come scegliere un touchscreen?

    Monitor della marca Vecow
    Monitor della marca Vecow

    I touchscreen si dividono in schermi tattili resistivi e capacitivi.

    • Schermi tattili resistivi: i touchscreen resistivi sono composti da due strati conduttivi separati da uno strato isolante. Quando l’utente tocca lo schermo, gli strati conduttivi entrano in contatto tra loro, generando un flusso di corrente. La tensione che viene a crearsi permette al dispositivo di calcolare le coordinate sullo schermo del punto di contatto. Indispensabili in molti dispositivi (GPS, videogiochi, registratori di cassa, agende elettroniche, ecc.), questo schermi sono generalmente più precisi. I touchscreen resistivi, inoltre, sono resistenti all’acqua, al grasso e alla polvere, e rispondono a qualsiasi forma di pressione, sia essa esercitata con una stilo, a mani nude, indossando guanti, con un’unghia, ecc. D’altra parte, però, lo schermo resistivo è meno resistente ai graffi e ad altri eventuali danni che potrebbero essere causati da oggetti appuntiti. La sua sensibilità, inoltre, è inferiore a quella di uno schermo capacitivo e diminuisce con il passare del tempo. Per finire, i touchscreen resistivi sono meno trasparenti e la loro luminosità è inferiore del 20-25%.
    • Schermi tattili capacitivi: nei touchscreen resistivi un’apposita pellicola, applicata sul pannello di vetro, accumula le cariche elettriche. Quando l’utilizzatore tocca lo schermo con il dito, si opera un trasferimento di carica dallo schermo al dito. Ciò causa un’interruzione nel campo elettrostatico, la quale viene misurata per determinare le coordinate del punto di contatto. Per le applicazioni “multitouch” è necessario scegliere uno schermo capacitivo proiettato. Essendo in grado di funzionare correttamente nonostante uno spessore maggiore, questo tipo di touchscreen può essere protetto con un vetro temperato ad alta resistenza. Gli schermi capacitivi presentano molti vantaggi: sono robusti e resistenti ai graffi, e più luminosi e trasparenti (90% di trasparenza rispetto al 75% per gli schermi resistivi). Anche in termini di sensibilità si distinguono dai modelli resistivi per prestazioni migliori: lo schermo capacitivo, infatti, reagisce non appena viene sfiorato. Lo svantaggio principale? Non reagiscono qualora l’utilizzatore lo usi indossando i guanti.
  • Che standard di protezione scegliere?

    Monitor industriale della marca Pepperl+Fuchs
    Monitor industriale della marca Pepperl+Fuchs

    Il monitor industriale che sceglierete dovrà non solo essere ottimizzato per la vostra applicazione, ma anche soddisfare gli standard di protezione applicabili al vostro settore.

    • Grado di protezione IPxx: la prima cifra indica la protezione contro i solidi, la seconda la protezione contro l’acqua o altri liquidi. I monitor industriali hanno generalmente un grado di protezione IP65 o IP67. È possibile scegliere anche tra “Full IPxx” (tutti i lati sono protetti) o “Front side” (solo il lato frontale è protetto).
    • Standard IKxx: l’indice IK seguito da 2 cifre è l’indice di protezione delle apparecchiature elettriche contro gli urti. La protezione contro l’energia d’urto è espressa in joule. L’indice IK segnala il grado di protezione massimo contro un impatto meccanico equivalente alla caduta di un oggetto di un dato peso da una data altezza. Ad esempio xx=01 => materiale protetto da un’energia d’urto di 0,15 joule (impatto equivalente alla caduta di una massa di 150 g da un’altezza di 10 cm). L’indice IK00 indica che l’apparecchiatura non è protetta.
    • Normativa ATEX: le direttive ATEX stabiliscono il tipo di protezione di cui devono beneficiare le persone che lavorano in ambienti in cui esiste un rischio di esplosione. Queste direttive classificano gli ambienti di lavoro in aree ad alta concentrazione di gas e vapore (zone 0, 1 e 2) e aree con concentrazione di polveri (zone 20, 21 e 22).
    • MIL-STD-810G/F: è uno standard americano che indica la robustezza del dispositivo. Questo standard è stato sviluppato per l’esercito americano ed è ora utilizzato in ambito commerciale per indicare l’idoneità di un prodotto a determinate condizioni ambientali.
  • Che sistema di connessione scegliere?

    • Porta VGA analogica: è la porta di uscita video più utilizzata ed è presente su tutti i monitor industriali, ma permette solo di ricevere un segnale analogico e non è adatta a risoluzioni molto elevate.
    • Porta VGA-DVI: questa evoluzione della VGA permette di ricevere segnali analogici e digitali. Come la VGA, ha due viti di sicurezza per mantenere lo spinotto in sede ed evitare il disinserimento accidentale dello stresso.
    • HDMI e Display Port: queste porte, sempre più utilizzate nei prodotti di largo consumo, instradano tutti i segnali digitali (audio e video) in unico cavo e consentono di trasmettere risoluzioni molto elevate.
    • Porta LVDS: è la porta più adatta agli schermi integrati. Il monitor è collegato alla scheda grafica tramite fili di rame e consente un’elevata velocità di trasmissione dati.
    • Porta S-video: utilizzata per un segnale video analogico, trasmette separatamente colori e luminosità.
    • Connettore BNC: trasmette il segnale video in modo analogico e permette anche la trasmissione audio. Può essere utilizzato come collegamento analogico e digitale, per collegare antenne o per collaudi elettronici ed è compatibile anche con le reti Ethernet 10Base2. Si tratta di un connettore elettrico utilizzato come estremità di cavo coassiale, più spesso nel settore della radiofrequenza.
  • Che tipo di montaggio scegliere?

    I monitor industriali possono essere fissati ad una parete, montati su un apposito supporto oppure integrati in un sistema preesistente. Per facilitarne il montaggio, sui monitor in commercio esistono appositi fori, come da standard VESA. Questo standard definisce anche le viti da utilizzare (M4, M6 o M8) e la loro posizione.

    I monitor industriali possono essere installati in diversi modi.

    • Montaggio a pannello: per monitor ad incastro in un terminale interattivo, un armadio elettrico, un pannello elettrico, ecc. Le staffe sono sul retro e quindi invisibili.
    • Montaggio su rack: la parte anteriore del telaio fissata su un rack 19″ con 4 viti.
    • Montaggio flush: come il montaggio a pannello, ma con elementi di fissaggio a vista.
    • Montaggio open frame: per schermi senza cornice (full screen) né scatola, ma composti da un telaio metallico nudo su cui sono fissati tutti i componenti interni. Questa configurazione permette di installare una cornice o una carcassa di propria scelta.
Guide correlate
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...
Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *