Come scegliere un raccordo

I raccordi, chiamati anche giunti, accoppiamenti o semplicemente connessioni, sono accessori di collegamento essenziali per l’assemblaggio dei tubi. Trovano impiego in vari settori industriali, nonché in impianti domestici, automobili, ecc.

Raccordi: vedi i prodotti

  • Come scegliere un giunto per tubi?

    Raccordo pneumatico STÄUBLI

    I principali fattori da tenere in considerazione per scegliere un raccordo sono il tipo di innesto/serraggio, le condizioni ambientali, il tipo di fluido e le sue caratteristiche e la compatibilità dei materiali.

    • Tipo di innesto/serraggio: l’innesto può essere rapido e/o permanente o non esserlo. Anche l’accessibilità del luogo in cui si verrà installato il raccordo dovrà essere valutata con attenzione sia per il montaggio che per la successiva manutenzione. Sulla base di questi criteri opteremo per il formato più adatto: raccordo diritto, a gomito, a T, ecc.
    • Condizioni ambientali: temperatura ambiente e, in particolare, variazioni di temperatura, umidità atmosferica, rischio di congelamento, esposizione ai raggi ultravioletti e alla pioggia, rischio di spruzzi d’acqua o di fango, grado di protezione richiesto in zone pericolose, vibrazioni, rischio di urti, ecc.
    • Tipo e caratteristiche del fluido: il raccordo dovrà essere adatto al tipo di fluido (aria compressa, aria, acqua, olio, ecc.), alla temperatura e alla pressione di esercizio, nonché alla portata richiesta, la quale a sua volta dipende dal diametro nominale del tubo.
    • Assicuratevi anche di scegliere un raccordo conforme alle norme applicabili al vostro impianto, qualora, naturalmente, vi siano norme particolari da rispettare.
    • Materiali: il materiale del raccordo (acciaio inossidabile, ottone, plastica, ecc.) e quello del sistema di tenuta (nitrile, o NBR, gomma fluorurata, o FKM, gomma etilenica, o EPDM, ecc.) dovranno essere compatibili con i materiali in cui sono fatti i tubi da collegare e con l’applicazione prevista.
  • Quali sono i principali tipi di raccordi?

    Raccordo a carburante ELAFLEX

    Esistono diversi tipi di raccordi e la scelta dipenderà principalmente dall’applicazione prevista. Quelli che trovano più ampio impiego sono i seguenti:

      • Raccordi istantanei: vengono chiamati anche raccordi ad innesto rapido o a serraggio rapido. La loro tenuta, di tipo meccanico, può essere ottenuta in più modi.
        • Tenuta a rondella: si tratta di raccordi utilizzati per i tubi in polimero. Il tubo viene inserito in un raccordo, filettato o saldato e, per sbloccarlo, basta premere un pulsante. Questi raccordi sono generalmente molto compatti.
        • Tenuta a pinza: si tratta di raccordi molto robusti, ideali per ambienti aggressivi e alte pressioni di esercizio. Vengono usati principalmente con tubi metallici scanalati.
        • Tenuta a pinza invertita: offrono una doppia tenuta e una sconnessione sicura e resistono a pressioni molto elevate.
      • Raccordi filettati: si tratta di raccordi ad avvitamento, non permanenti, che possono essere smontati, generalmente usando una chiave. Si consiglia di verificare che dopo l’installazione rimanga spazio sufficiente per poter smontare il raccordo.
      • Raccordo simmetrico di Guillemin: detti anche raccordi Guillemin o accoppiamenti Guillemin, sono ampiamente utilizzati nell’industria chimica, petrolchimica e alimentare, così come nei settori dei trasporti e dell’agricoltura. Sono costituiti da due parti simmetriche fissate l’una all’altra tramite rotazione. Possono essere montati in diversi modi, per esempio per mezzo di una coppiglia, una filettatura maschio o una filettatura femmina, ma possono anche essere saldati. Sono disponibili in alluminio, acciaio inossidabile, ottone, bronzo e polipropilene.
      • Raccordi a saldare e raccordi a pressare, detti anche raccordi a crimpare: sono connessioni permanenti, utilizzate soprattutto nei circuiti idraulici.
  • Quando scegliere un raccordo rapido?

    Raccordo rapido RTC Couplings

    Oggi i raccordi rapidi garantiscono una connessione altamente affidabile. Sono la soluzione ideale per il montaggio e lo smontaggio frequente, in quanto permettono di farlo molto comodamente senza attrezzi. Qualora si opti per un raccordo rapido, sarà necessario scegliere tra filettato, pressato (crimpato) e a incastro.

    Poiché il prezzo di questi raccordi è piuttosto alto, qualora non ci sia la necessità di montarli e smontarli regolarmente, è preferibile optare per un raccordo a vite.

  • Quando scegliere un raccordo a vite?

    Raccordo a vite AIGNEP

    I raccordi a vite rappresentano un’ottima soluzione nel caso in cui si debbano realizzare operazioni di manutenzione occasionali che rendano necessario lo smontaggio del raccordo.

    Per smontare un raccordo a vite è generalmente necessaria una chiave, ma esistono raccordi che possono essere avvitati e svitati manualmente. La maggior parte dei raccordi a vite è dotata di guarnizioni per garantire la tenuta stagna.

  • Quando scegliere un raccordo a saldare o a pressare?

    I raccordi a saldare e i raccordi a crimpare sono particolarmente adatti per impianti permanenti, realizzati in tubi di ottone o rame, come i circuiti di alimentazione dell’acqua.

    Si tratta inoltre delle connessioni più economiche, in quanto non richiedono sistemi di tenuta né hanno elementi meccanici. La loro installazione, tuttavia, è più complessa e richiede una certa abilità per essere effettuata correttamente e per resistere al tempo e all’uso.

  • Come scegliere il materiale del raccordo?

    Il materiale del raccordo dovrà essere compatibile con il tubo su cui sarà installato e con il tipo e le caratteristiche del fluido.

    Materiale Vuoto Aria compressa Acqua a temperatura ambiente Vapore Liquido alimentare Lubrificanti Liquido o gas inerte Liquido o gas corrosivo
    Acciaio x x x x
    Acciaio inossidabile x x x x x x
    Alluminio x x x
    Polimero x x x x
    Policarbonato x x x
    Ottone/Rame x x
    Ottone nichelato x x x x
  • Come scegliere un raccordo filettato?

    Qualora si scelga un raccordo filettato, sarà opportuno assicurarsi che sia compatibile con la filettatura esistente

    Per prima cosa, controlleremo la direzione della filettatura: le filettature destre, o destrorse, ossia quelle in senso orario, sono le più comuni, ma esistono anche filettature sinistre, o sinistrorse, usate per esempio sulle bombole di gas o per applicazioni dove una filettatura destra potrebbe allentarsi più facilmente.

    Infine, è importante conoscere le denominazioni standard.

    • Filettatura metrica ISO: è il tipo di filettatura più comune. La tenuta è assicurata da un O-ring o da una rondella sul filetto femmina. Le filettature cilindriche sono identificate dalla lettera M, seguita dal diametro nominale in millimetri e dal passo, anch’esso indicato in millimetri (per esempio M8x1). Nel caso dei raccordi per gas, la filettatura esterna cilindrica è identificata dalla lettera G e la filettatura interna conica dalla lettera J.
    • Filettatura americana UN: è una filettatura cilindrica. Il diametro è espresso in pollici e il passo è indicato in numero di filetti per pollice. Le lettere UNC designano filettature a passo normale mentre UNF designa filettature a passo fine.
    • Filettatura americana NPT: si tratta di una filettatura esterna conica coperta da un elemento di tenuta, come il nastro PTFE (Teflon), che serve ad evitare qualsiasi perdita. La filettatura NPTF è simile, con la differenza che non prevede un elemento di tenuta.
    • Filettatura BSP: è una filettatura specifica per il gas. Può essere cilindrica (BSPP) o conica (BSPT). La tenuta è assicurata nel primo caso da un O-ring o da una rondella sulla filettatura femmina e nel secondo caso da un elemento di tenuta che copre la filettatura maschio, per esempio da un nastro di teflon.
  • Come scegliere la forma di un raccordo?

    La forma del collegamento deve essere scelta tenendo conto delle caratteristiche dell’installazione. Di seguito alcuni dei formati più comuni:

    • Raccordi diritti, che permettono di unire due elementi uno accanto all’altro.
    • Raccordi a T, che permettono di fare delle derivazioni.
    • Raccordi a gomito, che permettono di collegare due tubi ad angolo.
    • Raccordi di riduzione, che permettono di collegare due tubi di diametro diverso e di ridurre la portata del fluido.
    • Raccordi girevoli, che permettono di collegare due tubi ad angolo, qualunque sia la loro larghezza.
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